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La sardegna sulla rotta dei fenici
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domenica, maggio 30, 2004
giovedì, maggio 27, 2004
mercoledì, maggio 26, 2004
SUB COMANDANTE MARCOS domenica, maggio 23, 2004 diffondo questo intervento dell'associazione linux italia
NO AL DECRETO URBANI L’Associazione Culturale Linux Club Italia esprime il più profondo dissenso sui provvedimenti contenuti nella legge Urbani Il Linux Club Italia aderisce alla giornata di mobilitazione nazionale del 18 maggio, partecipa ed invita tutti a partecipare al sit-in di protesta davanti al Senato, a Roma, per dire no al DL Urbani e per spingere i parlamentari a bocciarlo o a emendare il provvedimento alla radice. L’Associazione culturale Linux Club Italia afferma con forza il proprio dissenso riguardo il progetto di legge Urbani in discussione dal 18 maggio al Senato. Le normative comprese nel decreto legge risultano essere completamente inutili e non necessarie anche al fine di combattere la pirateria, e rischiano di rappresentare un pericolo per lo sviluppo democratico e sociale del nostro paese, che passa anche attraverso la diffusione sempre più capillare dello strumento di comunicazione ed informazione Internet. La serie di norme repressive (come la pena di 4 anni di carcere per chiunque scarica un film in divx dalla rete), le abnormi tasse sui dispositivi hardware (come la tassa di decine di euro per un hard disk), le imposizioni assurde per pubblicare pagine web (un bollino virtuale Siae su ogni contenuto web, pagine, fotografie, immagini, testi, per tutti i siti anche quelli personali!), possono rappresentare una ferita profonda nel tessuto civile e sociale. Il DL Urbani è profondamente inaccettabile non solo per chi, come la nostra Associazione, si batte per l’estensione dei diritti “digitali”, per la diffusione del sapere e delle conoscenze e per lo sviluppo della ricerca scientifica, ma anche per chiunque ha a cuore le sorti democratiche del paese, per chi si dichiara garantista e liberale, per tutti coloro che, semplicemente, sono dotati di buon senso. La possibile approvazione di questa legge può rappresentare un ulteriore e gravissimo scollamento tra il comportamento comune sociale e la giurisdizione. Criminalizzare così pesantemente atti che ormai sono considerati da tutti i giovani come “normali”, come per esempio la copia personale di un CD, rischia di avere effetti sociali gravissimi sulla percezione della legalità, vista come oppressione ed imposizione, e non, come dovrebbe, come regolamentazione e garanzia per tutti. Il decreto Urbani sta passando anche perché l’opinione pubblica, come anche molti parlamentari, sono all’oscuro del pericolo e sottovalutano le ripercussioni sociali e civili di questo provvedimento. La nostra Associazione, con i suoi 8000 iscritti, vuole ribadire che non c’è nessuna urgenza di approvare questa legge che considera inutile e repressiva. Vogliamo denunciare che gli interessi che la legge difende sono esclusivamente quelli legati alle Major, soprattutto quelle di oltreoceano. Vogliamo denunciare che sono queste le lobby che cercano di imporre che le leggi europee sul diritto d’autore, come quelle sui brevetti software, si adeguino alle leggi degli Stati Uniti. E’ evidente a tutti che tali provvedimenti sono pericolosissimi per lo sviluppo sociale e democratico ma anche per quello scientifico ed economico, e rappresentano un colpo definitivo alla possibilità di espandere l’utilizzo pieno e consapevole di Internet. Le leggi sul diritto d’autore e quelle europee sui brevetti Software, rappresentano un grave e pesante freno alla ricerca e sviluppo del Software nelle aziende italiane ed europee, che saranno impedite dallo scrivere codice perché quasi tutto sarà stato brevettato da aziende d’oltreoceano. Esse sono un impedimento allo sviluppo del software libero, di regola il più indifeso dalle logiche di mercato seguite normalmente dalle corporation, e pongono dei limiti difficilmente sostenibili alla possibilità di ricerca scientifica perché sarà impedito anche solo lo studio del funzionamento di applicativi e la pubblicazione di articoli al riguardo. L’Associazione culturale Linux Club Italia fa appello a tutti i cittadini per contrastare l’approvazione di questa legge e manifestare la propria contrarietà. Estendiamo il nostro appello anche ai nostri parlamentari, di ogni schieramento politico e di ogni partito; chiediamo che comprendano a pieno ciò che stanno legiferando e la gravità delle norme “fuori dalla storia” che stanno approvando; chiediamo che abbiano un sussulto di orgoglio e dignità che li porti ad ignorare le pressioni lobbystiche ed a concentrarsi invece sul tutelare i cittadini e garantirne le libertà. E’ per questi motivi che l’Associazione Culturale Linux Club Italia aderisce alla giornata di mobilitazione nazionale del 18 maggio; partecipa, ed invita tutti a partecipare, al sit-in di protesta davanti al Senato a Roma, per dire no al DL Urbani e per spingere i parlamentari a bocciarlo o a emendare il provvedimento alla radice. Linux Club Italia IL 25 Maggio Non Mi Connetto Pericolo per le minime libertà. Questo ho trovato, girovagando nella rete. E nn connettersi per le 24 ore del 25 maggio, sarebbe un calo di guadagno per tutti i gestori telefonici e internet. Si sa che nei casi in cui si tocca il tranquillo fluire dell'economia, si da voce alla voce. Controllo e carcere sono le uniche proposte-imposizioni che arrivano da questo governo per la gestione delle telecomunicazioni. Il 25 maggio sciopero delle connessioni su internet contro la legge Urbani... tutto il popolo cibernetico sta aderendo... Tale legge prevede il CARCERE per chi scarica mp3 e film da internet SENZA scopo di lucro... Il 25 maggio NON TI CONNETTERE! proposta da diffondere segue link-riferimento http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=3014&numero=999 martedì, maggio 18, 2004 lunedì, maggio 17, 2004
" Il suo debutto avvenne nel 1935: con un abito nero fatto a maglia, di cui non riuscì a terminare le maniche, e coperta alle spalle con una stola per non emulare la grande Maryse Damia, incontrastata regina della canzone francese di allora. La sua scalata al successo ebbe comunque inizio a partire dal 1937, quando ottenne un contratto con il Teatro dell'ABC. la Piaf anticipò di oltre un decennio quel senso di ribellione e di inquietudine che incarneranno poi gli artisti intellettuali della "rive gauche" di cui faranno parte Juliette Greco, Camus, Queneau, Boris Vian, Vadim.
juliette grecò Quello che colpiva chi la sentiva cantare è che nelle sue interpretazioni sapesse usare di volta in volta toni aggressivi e acidi, sapendo magari passare subitaneamente a inflessioni dolci e venate di tenerezza, senza dimenticare certo spirito gioioso che solo lei era in grado di evocare. " "Militante durante la guerra contro la Gestapo, conquistò la Francia nel dopoguerra con "Le vagabond", "Le chasseur de l'Hô tel", "Les Historie du coeur", realizzando anche una tourné negli Stati Uniti, paese che in verità l'accolse freddamente, forse spiazzato dalla raffinatezza dell'artista, che usciva dai canoni consolidati della "belle chantause" impregnata di esotismo. Ma Edith Piaf era quanto di più lontano ci si potesse immaginare da quel modo di porsi e per avvicinarsi a lei e capire al sua arte era necessaria una certa attenzione, uno sforzo che permettesse di andare al di là di dati superficiali. Inoltre, l'universo cantato nei suoi testi era spesso quello degli umili, di storie meste e sconsolate tese ad infrangere tropo facili sogni, cantate con una voce trasmetteva il mondo dell'umanità quotidiana con il suo sconfinato straziante dolore." da "Edith Piaf - Biografia - Biografieonline_it.htm" lunedì, maggio 10, 2004 Non credo che qualcuna delle persone/kb che passano in queste pagine , abbiano mai dedicato una serenata a qualcuno, o anche ricevuta. Spazio alla fantasia e all'arte, come la musica e la poesia, ad esempio. Ed è per questo che riporto alcuni versi d'antiquariato, in lingua campidanese, nella speranza di non fare troppi errori. Li ho presi dalla mente di un vecchio zio. Buona lettura e buona musicazione. 1)In sa domu de fronti, dormiri sa turtura mia. canta chi bollis cantai, lassa sa malinconia. 2)ohi ohi su pei, ca ma puntu una spina, chi ri coias cun mei, ti pongu de cappellina. 3)tres limonis tres limas, tres arangius cond'unu frori, piscandi a chi ndi stimas, chi sesi unu pescadori. 4)piscadori de paggellas, piscandi una murena, po' amai a tu gravellu, sa rira passu in pena. 5)pirricoccheddu e pruna, benditi in sa parara, e ndi fastiggias unu, ind ogni cantonada. 6)sizzicorreddus pringius, mongettas partorendi, mind ha furau su coru, candu festis fastiggendi.
giovedì, maggio 06, 2004 "atzia sa conca Populu Sardu (alza la testa popolo Sardo) e ghetanci a mari su prepotenti strangiu ( e butta in mare il prepotente straniero) impari a sa tzerachia nosta". ( insieme ai servi locali). lunedì, maggio 03, 2004 mina. tutto quello che canta, vissuto. Anche se nn mi è mai successo. Eppure è successo, e l'ho sentito. Le contraddizioni tra donna e uomo, sono sempre quelle. Poi personalità e situazione, ci mettono il ritocco. Ma quel che succede e sempre successo, inevitabilmente. Basta ascoltare. Fa arrabbiare, innamorare, aspettare. E' la guera eterna. Tutto quello che è passione o sangue. E' come un tango. che t'agg a di', che t'agg a fa', tu nn saifa' l'amore, io nn saccio cucina'. |
protestare contro l'abolizione della teoria dell'evoluzione di Darwin, nei programmi scplastici.
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quelle ombre sotto i lecci piegati dal maestrale..
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HASTA LA VICTORIA SIEMPRE
Cosa pensava Fabrizio De Andrè
"I sardi, a mio parere, deciderebbero meglio
se fossero indipendenti all’interno di una
comunità europea, ma anche mediterranea”.
“La vita in Sardegna è forse la migliore che
un uomo possa augurarsi: ventiquattro mila
chilometri di foreste, di campagne, di coste
immerse in un mare miracoloso dovrebbero
coincidere con quello che io consiglierei al
buon Dio di regalarci come Paradiso”.
Fabrizio De André 1996
pensava questo.
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amico nuraddhesu animamigrante bacio di vino be-Parnasoambulante be-vita e miracoli del popolo sardo bloggers per la pace Colors cordas et cannas corrado Dr Jakil and Mr Hide DUEL-BANJO ILLUSIONI OTTICHE JACK FOLLA Liverate Maria Juanna loka no basis no scorie.21 febbraio manifestazione a Cagliari phil PLANETARIUM sa genti arrubia sardegnamoremio stivmeccuin su bardaneri su bardaneri tis tierra y libertad tovaric garrik zorba |
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