(Tatanka Yotanka-Toro seduto)Voglio che tutti sappiano che non ho intenzione di vendere nessuna parte della mia terra, ne' di avere uomini bianchi che tagliano i boschi lungo i fiumi, specialmente le querce. Sono particolarmente affezionato ai piccoli boschi di querce.Amo guardarli e sento reverenza per essi, perchè resistono alle tempeste invernali e al caldo estivo e, a nostra differenza sembrano prosperare e fiorire durente queste stagioni

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La sardegna sulla rotta dei fenici

domenica, maggio 23, 2004
diffondo questo intervento dell'associazione linux italia

NO AL DECRETO URBANI

L’Associazione Culturale Linux Club Italia esprime il più profondo dissenso sui provvedimenti contenuti nella legge Urbani
Il Linux Club Italia aderisce alla giornata di mobilitazione nazionale del 18 maggio, partecipa ed invita tutti a partecipare al sit-in di protesta davanti al Senato, a Roma, per dire no al DL Urbani e per spingere i parlamentari a bocciarlo o a emendare il provvedimento alla radice.


L’Associazione culturale Linux Club Italia afferma con forza il proprio dissenso riguardo il progetto di legge Urbani in discussione dal 18 maggio al Senato.

Le normative comprese nel decreto legge risultano essere completamente inutili e non necessarie anche al fine di combattere la pirateria, e rischiano di rappresentare un pericolo per lo sviluppo democratico e sociale del nostro paese, che passa anche attraverso la diffusione sempre più capillare dello strumento di comunicazione ed informazione Internet.

La serie di norme repressive (come la pena di 4 anni di carcere per chiunque scarica un film in divx dalla rete), le abnormi tasse sui dispositivi hardware (come la tassa di decine di euro per un hard disk), le imposizioni assurde per pubblicare pagine web (un bollino virtuale Siae su ogni contenuto web, pagine, fotografie, immagini, testi, per tutti i siti anche quelli personali!), possono rappresentare una ferita profonda nel tessuto civile e sociale.

Il DL Urbani è profondamente inaccettabile non solo per chi, come la nostra Associazione, si batte per l’estensione dei diritti “digitali”, per la diffusione del sapere e delle conoscenze e per lo sviluppo della ricerca scientifica, ma anche per chiunque ha a cuore le sorti democratiche del paese, per chi si dichiara garantista e liberale, per tutti coloro che, semplicemente, sono dotati di buon senso.

La possibile approvazione di questa legge può rappresentare un ulteriore e gravissimo scollamento tra il comportamento comune sociale e la giurisdizione.
Criminalizzare così pesantemente atti che ormai sono considerati da tutti i giovani come “normali”, come per esempio la copia personale di un CD, rischia di avere effetti sociali gravissimi sulla percezione della legalità, vista come oppressione ed imposizione, e non, come dovrebbe, come regolamentazione e garanzia per tutti.

Il decreto Urbani sta passando anche perché l’opinione pubblica, come anche molti parlamentari, sono all’oscuro del pericolo e sottovalutano le ripercussioni sociali e civili di questo provvedimento.

La nostra Associazione, con i suoi 8000 iscritti, vuole ribadire che non c’è nessuna urgenza di approvare questa legge che considera inutile e repressiva.

Vogliamo denunciare che gli interessi che la legge difende sono esclusivamente quelli legati alle Major, soprattutto quelle di oltreoceano.
Vogliamo denunciare che sono queste le lobby che cercano di imporre che le leggi europee sul diritto d’autore, come quelle sui brevetti software, si adeguino alle leggi degli Stati Uniti.

E’ evidente a tutti che tali provvedimenti sono pericolosissimi per lo sviluppo sociale e democratico ma anche per quello scientifico ed economico, e rappresentano un colpo definitivo alla possibilità di espandere l’utilizzo pieno e consapevole di Internet. Le leggi sul diritto d’autore e quelle europee sui brevetti Software, rappresentano un grave e pesante freno alla ricerca e sviluppo del Software nelle aziende italiane ed europee, che saranno impedite dallo scrivere codice perché quasi tutto sarà stato brevettato da aziende d’oltreoceano. Esse sono un impedimento allo sviluppo del software libero, di regola il più indifeso dalle logiche di mercato seguite normalmente dalle corporation, e pongono dei limiti difficilmente sostenibili alla possibilità di ricerca scientifica perché sarà impedito anche solo lo studio del funzionamento di applicativi e la pubblicazione di articoli al riguardo.

L’Associazione culturale Linux Club Italia fa appello a tutti i cittadini per contrastare l’approvazione di questa legge e manifestare la propria contrarietà. Estendiamo il nostro appello anche ai nostri parlamentari, di ogni schieramento politico e di ogni partito; chiediamo che comprendano a pieno ciò che stanno legiferando e la gravità delle norme “fuori dalla storia” che stanno approvando; chiediamo che abbiano un sussulto di orgoglio e dignità che li porti ad ignorare le pressioni lobbystiche ed a concentrarsi invece sul tutelare i cittadini e garantirne le libertà. E’ per questi motivi che l’Associazione Culturale Linux Club Italia aderisce alla giornata di mobilitazione nazionale del 18 maggio; partecipa, ed invita tutti a partecipare, al sit-in di protesta davanti al Senato a Roma, per dire no al DL Urbani e per spingere i parlamentari a bocciarlo o a emendare il provvedimento alla radice.

Linux Club Italia

































postato da amara | 22:29 | commenti (3)

protestare contro l'abolizione della teoria dell'evoluzione di Darwin, nei programmi scplastici. ************************* > quelle ombre sotto i lecci piegati dal maestrale.. > °°°°°°°°°°°°°°°°°°°° HASTA LA VICTORIA SIEMPRE Cosa pensava Fabrizio De Andrè "I sardi, a mio parere, deciderebbero meglio se fossero indipendenti all’interno di una comunità europea, ma anche mediterranea”. “La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattro mila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso”. Fabrizio De André 1996 pensava questo.
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........................... in questo momento sul mio treno

Sa die de su sirbone: forrogange cun su murru in chirca de cosa de mandicare, como m'iscarfo s'ischina in d'una matta de suberju,e sigo a caminare ainnantis.